Tra mare e colline, Campofilone è un borgo autentico che unisce panorami suggestivi, tradizioni secolari e sapori unici. Ogni angolo racconta la storia viva di una comunità legata alla sua terra.

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Campofilone tra fede e arte sacra

Un itinerario tra abbazie, oratori e musei parrocchiali

Perfetto per chi ama scoprire l’identità spirituale e artistica di un territorio

Il borgo di Campofilone custodisce un patrimonio religioso e artistico che racconta secoli di storia e devozione. Il percorso si apre con la monumentale Abbazia di San Bartolomeo, nata in età romanica e completamente rinnovata nell’Ottocento in stile neoclassico. La chiesa, a pianta di croce greca inscritta, presenta una volta a botte, una cupola centrale e un abside semicircolare. L’interno è un piccolo scrigno: i dipinti di Luigi Fontana, gli stucchi raffinati di Niccolò Achilli e lo splendido organo Vincenzo Paci del 1881 testimoniano la vitalità culturale e la cura artistica che nei secoli hanno accompagnato la vita spirituale della comunità.

Accanto all’abbazia si trovano i Musei Parrocchiali, che conservano paramenti sacri, reliquiari e oggetti liturgici dal XVI al XIX secolo. La sezione archeologica custodisce reperti di epoca picena e romana, mentre nel chiostro si ammira la grande cisterna romana, un tempo utilizzata dai monaci anche come neviera. È un luogo in cui si intrecciano religione, arte e memoria, offrendo una visione completa della storia del borgo.

Il cammino prosegue nella chiesetta della Pietà. Questo ambiente settecentesco, arricchito da statue devozionali ottocentesche, è legato a una delle tradizioni più sentite dagli abitanti: la suggestiva processione del Cristo Morto del Venerdì Santo, che da secoli rinnova il legame tra fede e identità collettiva.

Nel cuore del centro storico si incontra la Chiesa di San Patrizio, consacrata nel 1893. Al suo interno spiccano una pala con la Madonna e i Santi del XVIII secolo e l’imponente dipinto di San Patrizio realizzato da Luigi Fontana, mentre gli stucchi e le decorazioni sono opera del suo allievo Niccolò Achilli. La chiesa testimonia la devozione a un santo poco diffuso nelle Marche, ma profondamente radicato nella tradizione campofilonese.

L’itinerario si conclude poco fuori dal centro, presso la Chiesa di Santa Maria di Intignano, immersa tra pinete e colline panoramiche con affaccio sul mare. Edificata nel 1556, custodisce un prezioso crocifisso ligneo del XII secolo e due grandi tele di Filippo Ricci (1755). La campana maggiore, fusa a Venezia nel XVI secolo, porta il nome di Domenico Maccarin, celebre fonditore dell’epoca. Questo luogo, per posizione e valore artistico, rappresenta una sintesi perfetta di fede, arte e paesaggio.

Tappe

  • Abbazia di San Bartolomeo – Cuore spirituale, arte neoclassica e organo antico
  • Musei Parrocchiali – Paramenti sacri, reperti piceni e cisterna romana
  • Chiesa della Pietà – Oratorio settecentesco e tradizione del Cristo Morto
  • Chiesa di San Patrizio – Dipinti di Luigi Fontana e stucchi ottocenteschi
  • Chiesa di Santa Maria di Intignano – Crocifisso medievale e tele di Filippo Ricci

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I punti di interesse
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