Campofilone:
la storia che incontra il gusto
Campofilone, dalle origini antiche al Risorgimento: un borgo che unisce storia, leggende e tradizioni.
Immerso nel verde delle dolci colline marchigiane e affacciato sulla riva destra del fiume Aso, a soli 3 km dal mare Adriatico, Campofilone è un borgo che unisce paesaggi suggestivi e una storia millenaria.
Le origini del nome, secondo Giulio Amadio, deriverebbero da Campus Fullonus, luogo legato a tintori o lavandai dell’età liburnica (VII sec. a.C.). I reperti archeologici testimoniano una presenza picena già tra VII e VI sec. a.C., mentre l’età romana lasciò tracce imponenti: un serbatoio idrico, un tratto della consolare adriatica e la recente scoperta di una villa con terme, necropoli e depositi. Campofilone era infatti tappa strategica tra le colonie di Cupra e Fermo.


Il cuore del borgo si sviluppò attorno all’Abbazia benedettina di San Bartolomeo Apostolo, fulcro religioso e culturale dal quale nacque il centro storico medievale. Nel XIII secolo Campofilone divenne libero comune e dal XIV secolo passò sotto la giurisdizione di Fermo. Lo stemma del paese – un leone rampante con la spada e la fascia dorata su tre monti in campo azzurro – racchiude il simbolo del potere civile e religioso.
Ancora oggi il borgo conserva il fascino delle sue mura medievali. L’ingresso, reso scenografico da un viale alberato con pini secolari, introduce a un centro storico affusolato, caratterizzato da una via principale che culmina davanti all’Abbazia e da pittoreschi vicoli, alcuni coperti da volte a botte e a crociera. Questi improvvisamente si aprono su panorami indimenticabili: le colline coltivate, i Monti Sibillini innevati, il blu del mare Adriatico.
Un paesaggio che incanta i visitatori e che trova la sua perfetta armonia con il profumo e il gusto dell’antichissima tradizione culinaria campofilonese, famosa in tutto il mondo per i Maccheroncini di Campofilone IGP, simbolo della sua identità.

